Beh, una piccola soddisfazione me la voglio proprio togliere… Sarà la vecchia storia di Davide e Golia, ma è sempre bello poter credere che qualche volta i piccoli arrivano prima dei grandi…
Vi racconto: da qualche giorno si fa un gran can can in rete sul fatto che sono arrivati i primi libri in italiano sull’ipad (ma anche iphone, perché l’applicazione ibooks si può scaricare anche sul telefonino). Ne parlano la Repubblica, Il Sole 24 ore e svariate altre testate, dicendo che è tutto merito di una società pisana (nonmiricordoilnomeenonimporta) che, per prima, ha offerto libri in italiano che non siano quelli del Progetto Gutemberg.
I primi testi Adea su IpadBeh, non è vero! La Adea edizioni è sull’Apple Bookstore da più di un mese con 20 titoli, e sta già vendendo libri in USA, Canada, Gran Bretagna, Francia e Germania (veramente molto pochi, perché sono in lingua italiana).
Altra imprecisione: i titoloni dicono che finalmente sono disponibili i libri sul bookstore italiano, e ancora non è vero. Siccome Apple non ha ancora aperto il “negozio” italiano per via delle indecisioni dei grandi editori, infatti, quei libri sono disponibili sui bookstore di altri Paesi, a cui è possibile accedere dall’Italia solo con un account locale.
La cosa si fa complicata, vero?… Non importa, la pianto qui. Ma mi dà una certa soddisfazione constatare che tutta l’industria editoriale italiana, con titoli straordinari, autori formidabili, e redazioni, mezzi, interi settori informatici e aree marketing, sta ancora lì indecisa. Tutto quel mondo di esperti ancora dibatte sulla forma del libro digitale (ma in realtà è preoccupata dalla pirateria e dal difficile controllo della distribuzione e dei prezzi) e intanto per primi ci siamo arrivati noi.
Padroni del vostro destino su IpadProprio noi, che amiamo il libro di carta e inchiostro come pochi, che odoriamo tra le pagine, che ricordiamo sempre epoche in cui per un libro si rischiava la vita o si viaggiava per anni.
Ma proprio perché ne amiamo più i contenuti che la forma, proprio noi per primi lasciamo andare il vecchio al suo destino. Purché la conoscenza si diffonda, scriveremmo anche su lastre d’acciaio. Scomode da portare in giro, ma assai resistenti alle tempeste solari del 2012, tanto temute dagli hard disk.
Volevo dirvelo. Ci ho lavorato da solo tutta l’estate. Ma ora, mentre gli eserciti dei grandi stanno cominciando a muovere battaglia, noi siamo già in giro per il mondo da un po’.
Una bella sassata nell’occhio, caro Golia!
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